Da Napoli ad Alba Iulia, in Romania: Pulcinella, la maschera napoletana per eccellenza, lascia il Vesuvio e grazie a Cristian Izzo e Carlo Avvisati partecipa al decennale dell’Apollo – International Theater Festival 

Un bel viaggio e un grande successo quello di Pullecenella, la maschera simbolo di Napoli, che ha lasciato Mergellina e Vesuvio per partecipare alla festa del decennale dell’Apollo – International Theater Festival, il Festival Internazionale di Teatro, svoltosi ad Alba Iulia, cittadina romena che nel II secolo dopo Cristo divenne il quartier generale della Legio XIII Gemina dell’Impero romano.

Venerdì 11 Settembre, alle 18, nella cittadella medievale, Cristian Izzo, regista e attore originario di Castellammare di Stabia, ma abituato a calcare scene internazionale, ha portato Pulcinella sulle tavole del palcoscenico rumeno, riscuotendo un notevole successo di pubblico e consolidando ancora una volta la decennale collaborazione artistica fra due gruppi teatrali interculturali.

Cristian Izzo, insieme al gruppo stabiese “Il luogo in Buio“, ha presentato “Pullecenella Sfrattapanelle“, una trasposizione in napoletano realizzata da Carlo Avvisati, de “Il servitore di due padroni”, celebre opera di Carlo Goldoni. Carlo Avvisati, giornalista, scrittore e profondo conoscitore della lingua napoletana, si è impegnato nel non facile compito di rendere nell’idioma vesuviano il complesso linguaggio goldoniano, infarcito di dialettismi veneziani.

L’operazione è riuscita alla grande, ovviamente con qualche modifica apportata al testo originale. Cambiano i personaggi: Truffaldino diventa Pullecenella, Smeraldina si fa Zandraglia e Brighella veste i panni di Totonno Miezulitro. E cambia anche la scena perché Venezia, città dove era stato ambientato il goldoniano “Servitore di due padroni” lascia il posto a Napoli e alla sua lingua. E tuttavia, la straordinaria piece teatrale settecentesca dell’autore veneziano, Carlo Goldoni, considerato tra i padri fondatori della commedia moderna, non perde per niente bellezza e ritmo e fascino nella trasposizione in lingua napoletana di Carlo Avvisati.

Ecco, il “Pullecenella Sfrattapanelle” che l’autore vesuviano ha messo a punto per Cristian Izzo, che, con il suo gruppo il “Luogo in Buio”, lo ha magistralmente portato all’Apollo International Theatre Festival, si è rivelato in Romania un vero successo.  La performance artistica di talenti come Serena Cascone, Maria Giovanna Danise, Renato Marrazzo, Arturo Ruggiero, Imma Sorrentino, Annamaria Falcone e dello stesso Cristian Izzo, ha conquistato il pubblico che ha sottolineato il proprio consenso con un lunghissimo applauso e una vera e propria standing ovation.

Così, un Pullecenella Cetrulo d’Acerra in grande spolvero, assieme agli altri personaggi della pièce, ha deliziato il pubblico con straordinarie sfumature cromatiche della lingua che fu di Basile e Cortese e con le sue recriminazioni da eterno affamato: “Uaaa, e che guàllera, nun ne pozzo cchiù r’aspettà. Cu stu patrone mio se magna poco… e cchellu ppoco m’’o ffa stentà.  ’O miezojuorno de stu paiese ha sunato ggià a mez’ora … ma ’o miezojuorno r’’a trippa mia ha sunato ggià a roje ore “.

Di più, la trasposizione filologica e la straordinaria mimica degli artisti hanno messo gli spettatori in grado di godere, nonostante la differenza linguistica, tanto dei dialoghi e quanto della musicalità della lingua napoletana. Altra sorpresa della serata è stata la scoperta di “Scarrafunera – poemetto lurido / iastemma cantata” opera dello stesso Izzo, che ad Alba Iulia l’ha voluto presentare in una forma assolutamente innovativa che oltre alla performance recitativa puntava anche sulle installazioni che l’arricchivano visivamente.

“Questa di Pullecenella Sfrattapanelle” – sottolinea Izzo – è una storia che abbiamo orgogliosamente celebrato sulla scena, ancora una volta producendo Teatro, con due nuovi lavori realizzati unendo più forze. Infatti, accanto al “Pullecenella” di Carlo Avvisati, abbiamo portato sulle tavole anche “Scarrafunera – poemetto lurido / iastemma cantata“, un mio testo in versi che torna sotto forma di installazione / performance in collaborazione con i giovani attori della compagnia rumena di “Teatru Skepsis” ed in interazione con le sculture di Stefan Balog”.

Il festival di Alba Iulia ha celebrato l’Italia attraverso la presenza di Tommaso Chimenti e Maria Ferroni, con il workshop e reading tenuti da Armando Rotondi e la mostra fotografica sul Teatro di Eugenio Barba, installata da Annalisa Gonnella. Insomma una proposta culturale variegata e ricca di spunti, che non ha mancato di lasciare, nella manifestazione rumena, il segno di un teatro campano quanto mai multiforme e vitale.

 

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