Un’occasione che invita a scoprire la Campania e i suoi scrigni natural-paesaggistici. L’incantevole borgo sannita si prepara alla festa sempre più attesa negli anni

CUSANO MUTRI (BN).  Dal 25 settembre al 18 ottobre 2026, si celebra la 46ª Sagra dei Funghi di Cusano Mutri, uno degli appuntamenti autunnali più attesi del territorio del Matese. Per quattro settimane, il paese diventa un percorso diffuso tra gastronomia, natura, cultura, arte, musica e spettacolo. Il tema scelto per questa edizione: “Funghi. Un regno in connessione”, parte dal protagonista storico della manifestazione per allargare lo sguardo all’ecosistema di cui è parte: il fungo non è un elemento isolato del bosco, ma la parte visibile di sistemi molto più complessi, nei quali suolo, acqua, piante, microrganismi e attività umane sono continuamente in relazione.

Accanto alla tradizionale proposta gastronomica, l’edizione 2026 amplia la propria programmazione culturale con mostre, installazioni, videomapping, incontri ecosistemici, musica e spettacoli diffusi, trasformando piazze, vicoli e palazzi del centro storico in luoghi stessi del suggestivo evento. Ristorazione, produttori e sapori del territorio accompagnano il visitatore alla scoperta di una cultura alimentare, profondamente legata ai boschi e al paesaggio del Matese, tra percorsi gastronomici dedicati, piatti della tradizione, prodotti tipici, stand e produttori distribuiti tra le strade e le piazze del paese.

La conferenza stampa di presentazione è prevista alle ore 18:00 di venerdì 25 settembre 2026 presso il Palazzo Comunale in Via Fuci, dove interverranno: Pietro Crocco, sindaco di Cusano Mutri; Pasquale Di Meo, presidente della Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro;  Nino Lombardi, presidente della Provincia di Benevento;  Vincenzo Maraio, assessore al Turismo, Promozione del territorio e Transizione digitale della Regione Campania; Roberto Marino, presidente della Municipalità 2 del Comune di Napoli; Fiorella Zabatta, assessora alle Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura e Tutela degli animali, della Regione Campania. Modera Antonella Vitelli, giornalista e press officer del Comune di Cusano Mutri.

Il fungo non è soltanto qualcosa che si raccoglie e si mangia: è la parte visibile di un organismo molto più grande. La Sagra dedica quest’anno uno spazio alla scoperta delle relazioni tra funghi, piante, acqua, suolo, territorio e tecnologia, attraverso due mostre e un ciclo di incontri con esperti, ospitati nell’Area Mostre di Palazzo Comunale, in Via Fuci 9. Reti Naturali / Reti Artificiali: una mostra immersiva dedicata alle architetture invisibili che attraversano il mondo naturale e quello tecnologico, mettendo in relazione micelio, radici e corsi d’acqua con fibra ottica, cavi e sistemi di comunicazione. Metabolismo Rurale, a cura dell’associazione Ru.de.ri.:  una mostra che osserva i territori rurali, come ecosistemi viventi attraversati da acqua, energia, persone, produzioni, infrastrutture e conoscenze, per immaginare nuovi modi di progettare e abitare il territorio.

Dalle 11:00 alle 12:00, ogni domenica della Sagra, lo Spazio Mostre in Via Fuci 9 diventa il palcoscenico degli Incontri Ecosistemici, un ciclo con esperti pensato per esplorare le connessioni tra natura, territorio e comunità. Durante la Sagra, una parte del paese si trasforma attraverso “Cusano delle Meraviglie Experience”, un progetto di videomapping narrativo che utilizza luce, immagini e animazione per raccontare il territorio in modo immersivo: non una semplice proiezione, ma un paesaggio animato da attraversare, in cui architetture, pietra, natura e memoria diventano elementi di racconto.

La musica trova quest’anno una casa specifica all’interno della Sagra: l’area presso il campo da padel diventa il nuovo polo dedicato ai concerti, permettendo di distribuire meglio i flussi e alleggerire le zone più frequentate del centro storico. In programma concerti, live music, dj set, spettacoli musicali e serate a tema.  Lo spettacolo non rimane confinato su un palco. Nei fine settimana, artisti di strada, musicisti itineranti e performer attraversano il centro storico, trasformando vicoli e piazze in piccoli palcoscenici e facendo della passeggiata stessa parte dello spettacolo, con incursioni artistiche e interazioni con il pubblico lungo i percorsi gastronomici.

L’edizione 2026 ripensa anche il modo di vivere fisicamente la manifestazione: non soltanto spazi da attraversare, ma luoghi nei quali fermarsi, incontrarsi, mangiare, osservare e ascoltare. Tra le novità, il restyling degli spazi della Sagra, nuove aree di sosta, una migliore organizzazione dei flussi pedonali e una più efficace separazione tra aree gastronomiche, culturali e musicali, con l’obiettivo di garantire meno congestione e più spazio per vivere la Sagra.

Come sottolinea il sindaco Pietro Crocco, il fungo diventa il punto di partenza per raccontare la ricchezza del territorio: “La Sagra è un invito a scoprire Cusano Mutri attraverso esperienze, incontri, mostre e appuntamenti capaci di restituire la complessità e la ricchezza dell’ecosistema Matesino”. Partecipare alla Sagra è l’occasione ideale per scoprire l’immenso patrimonio storico e spirituale del borgo. Le parrocchie locali partecipano attivamente all’accoglienza dei visitatori aprendo i loro tesori più preziosi.

La chiesa di San Pietro offre una vista panoramica sul centro storico e sulle montagne del Matese grazie all’accesso regolamentato al balcone panoramico e al campanile. Scendendo nella cripta è possibile ammirare i pastori del presepe napoletano del Settecento, gli antichi paramenti liturgici e gli abiti dedicati alla Madonna Addolorata. La chiesa di San Nicola, situata nel cuore del centro storico, ospita una mostra dedicata agli abiti storici della Madonna del Rosario indossati durante le processioni. All’interno della struttura si trova anche lo stand parrocchiale “Il caffè dell’amicizia”, uno spazio d’incontro pensato per rifocillare i camminatori. La Collegiata di San Giovanni è un luogo di grande devozione, dove è custodita la reliquia della Spina Santa, portata a Cusano dal crociato Barbato Castello.

Risplendono dunque di luce propria tesori di arte antica, tradizioni, usi e costumi autoctoni, natura incontaminata e cultura identitaria, per un mix di armonia magica solo da visitare ed apprezzare.

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