L’artista siciliano si cimenta con le partiture della canzone napoletana per una riflessione su linguaggio, memoria e immagine
È nelle sale del secondo piano del Museo e Real Bosco di Capodimonte – tra gli ambienti 81, 83 e 84 – che prende forma “Canto Napoli”, il progetto inedito che Emilio Isgrò dedica alla città partenopea, a cura del direttore Eike Schmidt, visitabile dal 10 aprile al 29 settembre.

Figura centrale dell’arte contemporanea internazionale, Isgrò – artista concettuale, ma anche poeta, scrittore e drammaturgo – sviluppa a partire dagli anni Sessanta la pratica della Cancellatura, gesto che diventa nel tempo cifra distintiva della sua ricerca. Un intervento che agisce sul linguaggio e sulla memoria, trasformando il testo in materia visiva e critica, già applicato a opere fondative della cultura occidentale e qui rivolto, per la prima volta, al repertorio musicale napoletano.
Il progetto si costruisce attorno a un corpus di partiture tratte da alcune tra le più celebri canzoni partenopee, sottoposte a un rigoroso processo di cancellazione. Su queste superfici intervengono piccoli insetti, elementi ricorrenti nella produzione dell’artista, che sembrano posarsi sulle tracce residue di melodia, ritmo e parola, contribuendo a ridefinire il campo visivo dell’opera. Ne emerge una scrittura nuova, essenziale, che conserva frammenti selezionati del testo originario e li restituisce in forma rarefatta, quasi allusiva.
Le venticinque composizioni selezionate attraversano oltre un secolo di storia musicale: da ’O sole mio (1898) a Napul’è (1977), passando per brani come Voce ’e notte, Reginella, Maruzzella, Resta cu’mme e Tu si’ na cosa grande. Un repertorio ampio, che include titoli popolari e profondamente radicati nell’immaginario collettivo, qui riletto attraverso un dispositivo che ne altera la leggibilità senza comprometterne la riconoscibilità.

Accanto alle opere su partitura, la mostra presenta anche tre lavori tridimensionali – due mandolini e una chitarra classica – anch’essi attraversati dalla presenza degli insetti, in continuità con l’intervento sulle superfici bidimensionali.
La mostra è visitabile negli orari di apertura del museo, dal giovedì al martedì dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30), con chiusura settimanale il mercoledì. Il biglietto di ingresso, valido per l’intera giornata e comprensivo delle mostre in corso, ha un costo di 15 euro intero e 2 euro ridotto per i visitatori tra i 18 e i 25 anni, mentre l’ingresso è gratuito per i minori di 18 anni. Sono inoltre previste giornate di accesso gratuito, tra cui la prima domenica del mese.
“Canto Napoli” si configura così come un’indagine sul rapporto tra parola, musica e immagine, in cui la cancellazione non si traduce in sottrazione, ma in una diversa modalità di accesso al contenuto: un invito a leggere e ascoltare attraverso ciò che resta.
Foto: “© Museo e Real Bosco di Capodimonte / Emilio Isgrò”







