Dalla sensibilità di Carmen Caliendo e Giovanni Covone nasce un’iniziativa che unisce libri, comunità e solidarietà. Ogni mese, un bambino potrà entrare in libreria e scegliere gratuitamente un libro, un incontro o un’esperienza da vivere e condividere.

Ci sono gesti semplici che riescono a lasciare un segno profondo. Nascono lontano dai riflettori e proprio per questo acquistano un valore speciale: sono atti di generosità compiuti senza aspettarsi nulla in cambio, con il solo desiderio di offrire un’opportunità a qualcuno.

Da questa idea prende vita il “Dono Sospeso per un Bambino”, iniziativa voluta da Carmen Caliendo e Giovanni Covone e destinata ai più piccoli della comunità, in collaborazione con Castore e Polluce, Libreria immersiva per bambini, con sede in Corso Umberto I, 599 a Marigliano (Na.

Il progetto ha cadenza mensile: ogni mese, un bambino potrà entrare in libreria e scegliere liberamente ciò che desidera: un libro, un incontro culturale oppure un’esperienza da condividere. Una scelta che mette al centro la curiosità, i desideri e l’unicità di ogni bambino.

A guidare l’iniziativa è un messaggio semplice ma significativo: “Questo è per te. Scegli ciò che ti fa brillare gli occhi.”

Il valore del progetto non risiede soltanto nel dono materiale, ma nella possibilità di dedicare a un bambino un momento pensato esclusivamente per lui, senza conoscerne necessariamente il nome o la storia.

Un libro può aprire nuove prospettive, un incontro può accendere una passione, un’esperienza può trasformarsi in un ricordo destinato a durare nel tempo.

La libreria diventa così molto più di un luogo dove acquistare libri: si trasforma in uno spazio di incontro, crescita e condivisione, nel quale un gesto individuale può generare una possibilità concreta per qualcun altro.

L’iniziativa, inoltre, è destinata ad ampliarsi. Dalla prossima settimana sarà infatti disponibile in libreria una cassetta del dono sospeso, attraverso la quale chiunque lo desideri potrà contribuire secondo le proprie possibilità, diventando parte attiva del progetto.

Nessun obbligo, nessuna quota prestabilita. Solo la possibilità di aggiungere un piccolo gesto a una storia già iniziata.

Perché la solidarietà, spesso, non ha bisogno di grandi parole. Può nascere da un libro, da un pensiero, da una scelta fatta con discrezione. E può arrivare, magari, proprio nelle mani di un bambino.

Carmen Caliendo, concretamente attiva nel sociale e nella comunità civile, e Giovanni Covone, astronomo, hanno deciso di fare il primo passo. Ora la loro idea può trasformarsi in una storia condivisa, capace di coinvolgere un’intera comunità.

Articolo precedenteIl soffio della memoria. Gli gnocchi nei tianielli di Donna ‘Ntunetta e la gratinatura solare della Bassa Atesina
Articolo successivoTAU. In segno d’amore: Le pagine intonse diventano un caso social