Ci sono modi diversi di attraversare un territorio. Si può percorrerlo velocemente, arrivare a destinazione e dimenticare quasi subito il paesaggio che abbiamo attraversato. Oppure si può scegliere di rallentare, lasciando che siano i luoghi, le stazioni, i paesi e perfino il rumore delle rotaie a raccontarci qualcosa
È questa la possibilità offerta dai treni storici che, a partire da settembre, tornano a viaggiare sui binari della Campania. Una stagione che proseguirà fino a dicembre e che mette insieme oltre trenta corse, riportando in circolazione carrozze d’epoca e automotrici storiche per raggiungere alcuni dei luoghi più significativi della regione.

Il primo appuntamento è quello con il Pietrarsa Express, che riparte il 6 settembre da Napoli Centrale per raggiungere il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa. Il viaggio, a bordo delle carrozze Centoporte degli anni Trenta e delle Corbellini, segue idealmente il tracciato della prima ferrovia italiana, inaugurata nel 1839 tra Napoli e Portici. Un modo curioso di arrivare proprio nel luogo che conserva la memoria materiale di quella straordinaria stagione ferroviaria.
Il 13 settembre sarà invece la volta del Reggia Express, da Napoli Centrale a Caserta. Poco più di mezz’ora di viaggio separa il centro della città dalla stazione casertana, posta proprio davanti al viale della Reggia. Il treno storico diventa così una sorta di macchina del tempo capace di collegare la Napoli contemporanea alla grande architettura settecentesca dei Borbone. Il servizio tornerà anche il 27 settembre.
E poi c’è l’Irpinia Express, forse il viaggio più intimamente legato al paesaggio. A bordo dell’automotrice storica ALn 668 si parte da Avellino per addentrarsi nell’Irpinia, raggiungendo nel mese di settembre Montella, Paternopoli e Montemarano. Non è soltanto un trasferimento: gli itinerari sono pensati per accompagnare i viaggiatori alla scoperta dei borghi, delle tradizioni e della gastronomia locale, con collegamenti in navetta e attività organizzate sul territorio. A Paternopoli, per esempio, il viaggio comprende una visita a Castelvetere sul Calore e un laboratorio dedicato alla maccaronara.

Più avanti, in autunno, tornerà anche l’Archeotreno Campania, che porta il viaggio storico direttamente dentro la grande storia antica della regione, collegando Napoli con Pompei e Paestum. È forse qui che l’idea del treno turistico trova la sua forma più compiuta: il mezzo non è più soltanto il modo per arrivare a una destinazione, ma diventa parte stessa dell’esperienza culturale.
In fondo, è proprio questo il fascino dei treni storici. Non si tratta soltanto di salire su una carrozza antica per provare l’emozione della nostalgia. È un modo per riappropriarsi del tempo del viaggio, quando arrivare non significava necessariamente farlo nel minor tempo possibile. I sedili, i finestrini, il paesaggio che scorre lentamente e le piccole stazioni diventano parte del racconto.
E la Campania, in questo senso, sembra fatta apposta per essere attraversata così. Una regione in cui, nel giro di pochi chilometri, si passa dalla prima ferrovia d’Italia alle residenze borboniche, dai grandi parchi archeologici ai borghi dell’Irpinia. Forse il vero lusso, oggi, è proprio questo: avere ancora un viaggio da fare, e non avere troppa fretta di arrivare.
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