A Marigliano la terza tappa della mostra itinerante dedicata a San Francesco d’Assisi

A ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi, il suo messaggio continua ad attraversare il tempo con la stessa forza mite e rivoluzionaria di allora. Non come semplice memoria religiosa, ma come invito universale alla fraternità, alla pace e alla custodia del creato. È proprio da questa eredità spirituale e umana che nasce “Fratello Universo”, mostra collettiva itinerante che il 23 giugno approda per la sua terza tappa nella chiesa dell’Annunziata di Marigliano – collegiata di Santa Maria delle Grazie.

Ad accogliere i visitatori un meraviglioso San Francesco in fiore, realizzato da Don Lino D’Onofrio, parroco della Collegiata, dove stasera il Vescovo di Nola Mons. Francesco Marino impartirà la sua benedizione. Fuori dalla sagoma lignea che è simbolo del progetto, ma seguendo lo stesso filo rosso, l’opera pittorica del Prof. Maurizio Bifulco, mariglianese per nascita, che ritrae San Francesco da un duplice punto di vista.

Francesco in Fiore – Don Lino D’Onofrio

Più che una semplice esposizione, “Fratello Universo” si configura come un vero percorso di attraversamento: fisico, simbolico e spirituale. Le sagome lignee che compongono l’allestimento non si limitano infatti a essere osservate frontalmente, ma invitano il visitatore a muoversi tra di esse, a scoprirne entrambi i lati, quasi fossero sculture a tutto tondo. Un cammino che diventa anche racconto cronologico della vita del santo di Assisi, seguendone le tappe fondamentali: dalla nascita alla morte, passando per episodi che hanno segnato non solo la biografia di Francesco, ma l’immaginario stesso dell’Occidente cristiano.

La spogliazione davanti al padre, l’incontro con i lebbrosi, il presepe di Greccio, la conferma della Regola, fino allo storico incontro con il sultano Malik al-Kamil a Damietta: ogni sagoma restituisce frammenti di un’esistenza vissuta come radicale ricerca di armonia tra uomo, natura e divino. Attraversando l’esposizione, si ripercorrono così anche le geografie del francescanesimo: Assisi, Gubbio, Roma, Arezzo, Siena, Cortona, l’Egitto e la Terra Santa. Luoghi che diventano tappe di un percorso evolutivo personale; di un pellegrinaggio interiore, prima ancora che fisico.

L’opera corale alla base del progetto assume allora un preciso valore celebrativo: riportare al presente il messaggio universale di Francesco attraverso il linguaggio dell’arte. Le diversità stilistiche e poetiche degli artisti coinvolti si uniscono in una comune tensione narrativa, trasformando la mostra in un’esposizione dialettica, un esercizio collettivo di dialogo, comunione e ascolto reciproco.

Elemento centrale, che entra a far parte del percorso espositivo proprio in questa terza tappa, è il Tau, ultima lettera dell’alfabeto ebraico e simbolo profondamente legato alla spiritualità francescana. Nel Medioevo rappresentava salvezza, conversione, penitenza e appartenenza a Cristo; Francesco lo adottò come proprio segno distintivo, tracciandolo nelle lettere e sui muri, usandolo come gesto benedicente e come sintesi visiva di una fede vissuta nella povertà e nell’imitazione concreta del Vangelo.

In “Fratello Universo” il Tau ritorna così come segno vivo e contemporaneo, capace ancora oggi di parlare di pace, fraternità e custodia del creato. Non un semplice simbolo devozionale, ma una traccia che attraversa i secoli e continua a interrogarci nel presente.

Dopo le tappe al Santuario di Madonna dell’Arco e al complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore a Napoli, la prosecuzione del percorso espositivo a Marigliano, visitabile fino al 12 luglio, assume quasi il significato di un approdo, daol momento che Marigliano è il luogo della presenza quotidiana di Giuseppe Ottaiano, ideatore del progetto.

Un invito, ancora una volta, a rallentare il passo e a riscoprire, attraverso l’arte, la dimensione più autentica del messaggio francescano: quella di un’umanità multiforme capace di riconoscersi parte dello stesso unico universo.

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