Riflettori accesi su un evento davvero significativo, che apre simbolicamente l’estate.

Tramonti, sulla “Divina” Costa d’Amalfi, torna al Medioevo, rivive la sua storia e le sue tradizioni identitarie, col suggestivo Corteo Storico che, quest’anno, celebra la sua quindicesima edizione, sabato 4, domenica 5 e domenica 12 luglio. La manifestazione, che rievoca la fedeltà dei Tramontani al re Ferrante I d’Aragona, è dedicata altresì alla gloria dei suoi antichi cittadini.

Torna con essa anche il “Palio Città di Tramonti”, mentre una tavola rotonda con studiosi dell’Università di Salerno approfondirà la storia del Regno aragonese e della Costiera Amalfitana. Un appuntamento che, come negli anni precedenti, vede riunita e raccolta la popolazione, unitamente ai tanti visitatori, turisti, cultori e appassionati di storia locale, a rievocare i fasti e la gloria che l’antica terra di Tramonti ebbe a vivere durante il periodo del regno aragonese, nel 1460 e seguenti, specialmente la giornata della battaglia di Sarno, ove rifulse la gloria dei suoi figli migliori, che si batterono a favore di detta causa.

La manifestazione di Tramonti si svolge nella frazione di Polvica, e i figuranti dei tredici casali sfilano lungo un percorso centralizzato, intorno all’antica sede del Sedile del Popolo di Tramonti, ubicato nei pressi della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, ove un tempo aveva la residenza la municipalità tramontana. Una ricostruzione verosimile, quanto più fedele possibile agli usi e ai costumi dell’epoca, questa dell’insigne riconoscimento che il sovrano Ferrante d’Aragona volle attribuire ai Tramontani nel 1461, restando impresso nell’immaginario collettivo di una popolazione legata fortemente ai valori della sua Tradizione Storica. Tanto che, nel Settecento, i Tramontani applicarono una lapide commemorativa sulla parete della parrocchiale chiesa di San Giovanni Battista di Polvica, sulla quale è possibile leggere, tuttora, la seguente iscrizione: “A Dio Ottimo Massimo Qui i Nobili Uomini di Tramonti, Come re Ferdinando li dichiarò e Decorò Si Radunano e Siedono per gli Affari della Patria. Anno Domini 1461”.

Dopo i fasti della gloriosa epopea della Repubblica e del Ducato di Amalfi (la terra di Tramonti, con i suoi casali, ne faceva pienamente parte), il territorio dell’antico ducato veniva smembrato e concesso in feudo ad esponenti della nobiltà del Regno di Napoli, in una estenuante successione di periodi di dipendenza regale e di momentanee infeudazioni, fino all’arrivo sul trono di Napoli della casa d’Aragona e il Ducato d’Amalfi fu stabilmente concesso in feudo, da Alfonso I a Raimondo Orsini, marito di Eleonora d’Aragona, sua consobrina, ovvero cugina da parte di madre, e via raccontando.

Riguardo a Ferrante I d’Aragona, il re volle gratificare i Tramontani che gli avevano salvato la vita nella triste circostanza della battaglia di Sarno, dichiarando la popolazione di Tramonti “Uomini Nobili”, e, nel Sedile del Popolo di Napoli, il sindaco di Tramonti doveva avere la prima voce nell’elezione dell’Eletto del Popolo napoletano. Inoltre, concesse ed elargì il PRIVILEGIUM, un documento d’immunità per i Mercati del Regno. Grazie a questo privilegio, la popolazione di Tramonti ascese ad una elevata posizione sociale, formando una agiata borghesia sia terriera che artigianale, in modo tale da potersi fregiare ed assumere titoli nobiliari ed onorifici.

Tornando al Corteo Storico Rievocativo, l’aggiudicazione del Palio Città di Tramonti, che era parte integrante della manifestazione, è incentrata su due momenti: l’evento storico e quello aggiuntivo dell’assegnazione. Il Palio consiste in un Gonfalone, con la rappresentazione dell’insegna araldica della città di Tramonti, contornata dalle insegne delle frazioni che compongono l’Università di Tramonti (non possedendo elementi certi di queste raffigurazioni, il professore Taiani, ideatore della manifestazione, ha usato i simboli iconografici dei Santi protettori delle frazioni, il loro nome parlante o specifiche caratteristiche locali).

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L’aggiudicazione del Palio avviene mediante una gara di abilità: TIRO ALLA FUNE, da squadre formate dalle frazioni. La gara si basa su tre tiri consecutivi ad eliminazione diretta, aggiudicandosi il Palio la squadra che riuscirà ad eliminare tutte le altre. Il Palio, poi, sarà custodito con tutti gli onori, in una sede idonea: Circolo, sede Associativa o sede Parrocchiale, per un anno, per riconsegnarlo al Comitato promotore all’inizio della prossima edizione celebrativa. Quest’anno, il Palio consegnato dalla frazione detentrice, Campinola, arriverà presso la sala consiliare del Comune di Tramonti, ove i capitani delle squadre che si affronteranno nella competizione faranno solenne giuramento.

L’Albo d’Oro attuale del Palio: 1ª Edizione: Campinola, 2ª Edizione: Gete, 3ª Edizione: Gete, 4ª Edizione: Campinola, 5ª Edizione: Cesarano, 6ª Edizione: Cesarano, 7ª Edizione: Campinola, 8ª Edizione: Campinola, 9ª Edizione: Campinola. Seguirà, tenuta dall’Università di Salerno, una Tavola Rotonda su Ferrante d’Aragona e il suo tempo, dopo i saluti istituzionali del sindaco Domenico Amatruda e del presidente dell’Associazione Gete, dott. Antonio Giordano. I temi prescelti sono: La presenza ebraica in Costa di Amalfi (dottoressa Sabrina Gambaro); L’inquisizione nel Medioevo e nell’Età Moderna in Costa di Amalfi (dott. Donato Sarno); Processo inquisitore agli erborari della Costa di Amalfi (prof. Alfonso Tortora). Moderatore, il dott. Salvatore Serio.

Una manifestazione ricca e avvincente, in una nuova veste, a rievocare la storia della piccola comunità montana della Costa di Amalfi: Tramonti, che con queste iniziative apre definitivamente l’estate amalfitanae vedrà sfilare i figuranti non solo della comunità di Tramonti, ma anche persone della Costa, con la partecipazione dei Rotary Club Amalfi, con il contributo di artisti e attori, sotto la direzione dell’Art Director Rossella Molisso, nonché dall’immancabile supporto tecnico-culturale del prof. Domenico Taiani.

 

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