NAPOLIProgetti di tutela e restauro per uno degli edifici archeologici a mare più antichi di Napoli, resti di una villa di età augustea

In merito all’obiettivo di  tutela e sicurezza della (anche)  denominata “Casa dei fantasmi”, si può dire che oltre tre anni sembravano esserci la possibilità di voltare finalmente pagina, posto che nel luglio 2022 venne presentato dalla proprietà alla Soprintendenza di Napoli un progetto organico di restauro, consolidamento e valorizzazione,  una proposta di intervento tesa ad insediare “nella villa degli Spiriti un museo che si candida ad esporre parte del patrimonio archeologico stipato nei depositi e pescato proprio in quel tratto di mare, ‘porta’ di accesso, comoda perché raggiungibile in auto, sia per la vicina Gaiola che per il Parco del Pausilypon, oltre che punto di partenza per visite subacquee da dove, con maschera e pinne, accompagnati da guide esperte, ci si potrà spingere a perlustrare la parte sommersa della villa ed il vicino parco naturale marino”.

Per procedere in tal senso, venne spiegato giustamente, occorreva però, come tuttora occorre, prima salvare dal palese rischio di crollo la villa, ed ecco “previste tecniche di consolidamento e restauro basate sull’integrazione muraria con il tufo giallo napoletano oltre all’utilizzo di tessuti in fibre di nuova generazione, inseriti nelle nuove pavimentazioni di cocciopesto”. Funzionalmente, verrebbe inoltre ripristinato l’accesso posteriore in asse alla villa “dove vi sarà la biglietteria del museo, una piccola bouvette, un agrumeto, gli impianti di illuminazione, la videosorveglianza ed uno spazio servizi con un evoluto sistema di fitodepurazione”.

Ma la storia di quei giorni ebbe un epilogo diverso e dai risvolti surreali. La Soprintendenza territoriale di Napoli si sarebbe espressa, sulla villa romana in pericolo di crollo, dopo 460 giorni dalla presentazione del progetto (il termine massimo sarebbe stato di 120 gg), con un parere favorevole e prescrizioni, rimandando pare a successive autorizzazioni ogni intervento e rendendo possibile, nei fatti, solo una costosa puntellatura, di quelle destinate a rimanere per sempre come parte integrante del paesaggio e del monumento stesso. Il resto, tutto il resto, è storia che purtroppo continua a far parlare di sé, come avvolta nei misteri non più del Palazzo degli Spiriti, ma forse in quello di… vetro cupo degli Enti preposti ai possibili sbocchi risolutivi della tematica.

Intanto la Villa degli Spiriti, o villa imperiale di Pausilypon, si presenta come una struttura sgretolata dal tempo e dal mare. Venne fatta costruire dall’imperatore Augusto nel I secolo a.C., per il suo ricco liberto Publio Vedio Pollione. Per alcuni, invece, si tratterebbe dei resti di un murenaio, cioè una struttura adibita all’allevamento di murene, le cui vasche sono sommerse perché il livello del mare nei secoli si è alzato. Il complesso residenziale del Pausilypon, che si estendeva sulle pendici della collina omonima, comprende anche la Grotta di Seiano, la maestosa Villa con Teatro e Odeion, e il Parco sommerso della Gaiola.

ll palazzo in rovina pare sia ancora abitato da spiriti e fantasmi antichi. Ne sono testimoni i vecchi pescatori e marinai di Marechiaro, che hanno alimentato l’aura spettrale dell’antico rudere, attribuendo queste misteriose apparizioni anche al poeta Virgilio.

Qualcuno ancora oggi racconta di aver udito, durante le notti di luna piena, la presenza del Principe di San Severo, che si apprestava a incontrare Virgilio Mago. Il vero e proprio inizio di tutte le storie maledette avvenne quando, nel 1820, Guglielmo Bechi iniziò gli scavi per portare alla luce il complesso romano. Nonostante tutto, questo sito continua a catturare l’immaginazione generale, diventando tappa obbligata per chi vuole scoprire un lato meno conosciuto di Napoli​, quello più intriso di storia e fascino, di realtà e fantasia.

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