Napoli IMPORT – Misantropolis, uno spettacolo scritto e diretto da Gianfranco Gallo
Giovedì 9 e venerdì 10 aprile, alle 21:00, lo storico Teatro Trianon di Napoli ospita Gianfranco Gallo, attore, autore e cantante, figlio d’arte, col suo ultimo lavoro:Napoli IMPORT, uno spettacolo di Teatro Canzone dedicato ai grandi Napoletani d’Importazione, come Dalla, De Sica, Vecchioni, De Gregori, Modugno…
Gianfranco Gallo, artista poliedrico, regge brillantemente un’ora e mezza di spettacolo, col quale omaggia grandi artisti che, pur non essendo napoletani di sangue, lo sono stati e lo sono di adozione, portando Napoli nel cuore e guardando alla città con sguardo disincantato eppure profondamente innamorato. Da aneddoti personalmente vissuti, da ricerche d’archivio e ricordi artistici, Gianfranco Gallo trae spunto per comporre un prezioso arazzo che racconta storie nate dalla creatività di chi non si è soffermato sugli stereotipi della napoletanità, piuttosto ha assaporato e vissuto una cultura, un humus che resta fertile e capace di suscitare nuove emozioni.
Gallo interpreta con maestria alcune canzoni dal repertorio dei “quasi napoletani” di cui si é occupato, accompagnato da un quartetto di musicisti eccellenti che lo assecondano in inediti arrangiamenti:al Basso/Violino Michele Visconte, alla Batteria Marco Castaldo, al Piano/Fisarmonica Luigi Esposito, alla Chitarra e loop station Antonio Maiello. Sul palco anche la Ballerina Valentina Petriccione, le cui movenze accompagnano con perfetta presenza scenica due delle canzoni in programma. L’omaggio al papà Nunzio Gallo, che gli ha trasmesso la passione artistica, ha incantato il pubblico in sala.

Gianfranco, cuore napoletano, uomo di cultura, di esperienza artistica e sensibilità indiscutibile, traduce anche una canzone di Roberto Vecchioni (in realtà napoletano di sangue, dal momento che i suoi genitori da Napoli emigrarono in Lombardia) e una di Francesco de Gregori in napoletano, riportando al centro la lingua di una città che non smette di incantare e stupire. Un punto di vista nuovo, accentuato dalla scenografia essenziale che utilizza alcuni elementi simbolo di Partenope senza però enfatizzarli, lasciando spazio alla musica e alle parole, significanti e significati di un legame profondamente radicato, come quello degli artisti scelti, che hanno amato Napoli con un approccio che va ben oltre la superficie.
Misantropolis, ha aggiunto l’autore al titolo dello spettacolo, spiegando che la parola é dovuta al suo rapporto poco “tattile” con un popolo che invece appare sempe molto “carnale” nelle relazioni. «Forse mi serve per tutelarmi, Napoli é “tanta roba”», ha dichiarato nell’ospitata dell’8 aprile alla TGR.
A noi basta che Gianfranco Gallo continui a tutelare la cultura di Napoli e ad offrirci progetti artistici di grande valore, aspettando la seconda parte di Napoli Import.







