Unire la Cultura al sociale, nella fattispecie al mondo delle immagini e dei suoni. Napoli a cinema. Al via il bando per “Lezioni napoletane”: sette incontri con Antonietta De Lillo
Sono aperte fino al 25 ottobre prossimo le candidature per partecipare al laboratorio, rivolto a 30 studentesse e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e dell’Università Federico II, con tre posti riservati al NEST.
Nell’ambito di Antonietta Uncut, progetto ideato e organizzato da ‘marechiarofilm’, promosso e finanziato dal Comune di Napoli con il supporto della Regione Campania, nasce appunto ‘Lezioni napoletane’, un laboratorio di sette incontri condotti dalla regista Antonietta De Lillo, il cui percorso offre ai giovani interessati al cinema, all’audiovisivo e ai linguaggi dell’immagine, l’opportunità di confrontarsi direttamente con il lavoro di una delle autrici più originali del cinema italiano contemporaneo.
Nel corso della sua carriera, De Lillo ha attraversato cinema di finzione, documentario e ricerca d’archivio, elaborando un linguaggio personale fondato sull’incontro tra tecnica, sensibilità e sperimentazione. Le lezioni -si legge- nascono proprio con l’obiettivo di condividere con gli studenti, una sorta di “cassetta degli attrezzi” del fare cinema. Ovvero non soltanto competenze tecniche, ma soprattutto metodi di lavoro, strumenti creativi, pratiche di ricerca e modalità, attraverso cui trasformare un’idea in un’opera audiovisiva.
Il laboratorio sarà coordinato, per l’Accademia di Belle Arti, dalla prof.ssa Gina Annunziata e, per l’Università Federico II, dal prof. Massimiliano Gaudiosi. Il ciclo si articolerà in sette incontri inediti, pensati come momenti di lezione, visione, confronto e analisi, con una partecipazione attiva degli studenti.
Ogni appuntamento partirà da una parola-chiave, per interrogare il processo creativo e il linguaggio cinematografico: Destino/Causalità, dedicato alla nascita di un’idea e alle sue possibili deviazioni; Molteplicità, per esplorare i diversi punti di vista attraverso cui raccontare una storia; Rivoluzione, sul rapporto tra arte e cambiamento; Paradosso, come possibilità di trovare soluzioni narrative inattese; Meraviglia, dedicato alla messinscena e al rapporto tra estetica ed etica; Architettura, intesa come riflessione sugli spazi, materiali e immateriali, dell’arte; e infine Ironia, strumento per acquisire una distanza critica dal proprio lavoro e dalla realtà.
Il laboratorio si svolgerà a Napoli dall’11 al 27 novembre 2026, con sette appuntamenti ospitati alternativamente presso la Sala convegni della Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica (BRAU) dell’Università Federico II, in Piazza Bellini, e presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, in via Santa Maria di Costantinopoli. Gli incontri inizieranno alle 9.00 e avranno una durata indicativa di quattro ore.
Saranno selezionati 30 studenti:15 dell’Accademia di Belle Arti e 15 dell’Università Federico II, ai quali si aggiungeranno tre partecipanti provenienti dal NEST. Le lezioni verranno inoltre aperte agli uditori. La partecipazione al laboratorio è obbligatoria per gli studenti selezionati, in considerazione della natura continuativa del percorso e ai fini del riconoscimento dei crediti previsti.
Per partecipare, sarà sufficiente inviare “una lettera motivazionale, nella quale illustrare il proprio percorso di studi, gli interessi formativi e culturali e il rapporto con il cinema e i linguaggi audiovisivi”. Non sono richiesti curriculum, portfolio o lavori audiovisivi. La candidatura dovrà essere inviata al docente referente della propria istituzione, mettendo in copia ‘marechiarofilm’, indicando nell’oggetto: “Candidatura laboratorio Lezioni Napoletane – Nome – Cognome”, e specificando nella mail nome, cognome, istituzione e corso di studi. Gli studenti selezionati riceveranno comunicazione dell’ammissione e le informazioni organizzative, entro il 30 ottobre 2026.
Il laboratorio “Lezioni napoletane” rappresenta, così, uno dei momenti formativi centrali di Antonietta Uncut, un’occasione per entrare nel laboratorio creativo di Antonietta De Lillo, seguire da vicino il suo metodo di lavoro e confrontarsi con il cinema come pratica artistica, ricerca e strumento di osservazione della realtà.
A rendere ancora più significativa l’esperienza, sarà la possibilità di accompagnare il laboratorio con una retrospettiva completa dell’opera della regista, creando un dialogo diretto tra formazione, visione e riscoperta della sua produzione cinematografica.
Fonte:F2 Magazine, UNINA







