AGEROLA-MAIORI. Territorio e ambiente da tutela inclusiva, grazie ad un antico rito che resiste al tempo.

 Si è rinnovata, in una delle notti scorse, l’oramai ancestrale pratica pastorale della transumanza, un’importante testimonianza di tradizioni rurali, che contrasta con il turismo di massa, riportando alla luce un aspetto autentico, genuino, della mitica Costiera Amalfitana.

Il percorso di migrazione stagionale si ripete in differenti zone climatiche, più favorevoli specie per i pascoli, ovvero in inverno da Agerola alla frazione di Erchie di Maiori, e viceversa, a maggio-giugno, in 9 ore di cammino lungo la strada statale 163 amalfitana.

Circa 250 capi di bestiame, in prevalenza capre e pecore, guidati dalla famiglia Cavaliere, hanno ripercorso da mezzanotte all’alba l’ultimo itinerario, ancora attivo tra le Costiere Amalfitana e Sorrentina, fatto di passi lenti, campanacci che risuonano nel silenzio e strade che tornano, per qualche ora, a essere sentieri di pastori. Una pratica millenaria che l’Unesco ha recentemente inserito nella Lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Quello che parte da Agerola e giunge a Erchie, frazione di Maiori, è ormai l’ultimo esempio ancora vivo di questa tradizione, il cui scenario è un percorso che attraversa territori impervi e carichi di storia, mantenendo intatto il legame tra uomo, animale e paesaggio.

Una storia ultrasecolare che si tramanda da quattro generazioni, fatta di fatica, notti all’aperto, attenzione costante agli animali e rispetto profondo per la natura. Non un semplice lavoro, si sottolinea, ma una vera e propria vocazione, che resiste al tempo e ai cambiamenti della modernità. Attraversando sentieri, strade secondarie e tratti collinari, il gregge ha disegnato -ancora una volta- una lunga scia in movimento, tra lo stupore e il rispetto di chi, sveglio a quell’ora, ha potuto assistere a questo spettacolo raro.

Un rito, questo della transumanza, che non è solo memoria, ma anche un prezioso strumento di cura del territorio. Il passaggio degli animali contribuisce alla pulizia dei terreni, alla prevenzione degli incendi e al mantenimento degli equilibri naturali. Un’azione silenziosa ma fondamentale, che unisce tradizione e tutela ambientale. Una storia scritta da uomini, animali e paesaggi, che ogni anno si ritrovano, come sempre, lungo la stessa strada. Come in una leggenda senza fine, da raccontare sempre.

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