Dove una volta c’era un accumulo di rifiuti, ora c’è un angolo di macchia mediterranea lussureggiante, e una coppia di gabbiani reali ha deciso addirittura di nidificare.

NAPOLI – La natura che vince. Siamo nell’Area Marina Protetta del Parco Sommerso di Gaiola, a Napoli. Lì, dove una volta c’era un accumulo di rifiuti, tra cui kayak e sedie a sdraio abbandonate, ora c’è un angolo di macchia mediterranea lussureggiante, dove una coppia di gabbiani reali ha deciso addirittura di nidificare. Proprio lì, in mezzo all’area di balneazione, la zona B (di Riserva generale o esterna), ospita i due rari uccelli, circondati dai bagnanti che si godono mare e sole senza disturbarli. Un lieto evento ad inizio di stagione calda 2026, che “suggella davvero il simbolo della balneazione sostenibile ed integrata con la natura”.

A proposito del Gabbiano Reale zampegialle (Larus michahellis), esso è una specie nidificante e stanziale, spesso monitorata attraverso progetti di ricerca come “GaioLARUS”. Questi uccelli, inclusi anche in progetti di tutela, sono adattati all’ambiente antropizzato, a volte necessitando soccorso per ferite o ami da pesca.  Punti chiave sul Gabbiano Reale alla Gaiola: il Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus monitora attivamente la nidificazione e le abitudini dei gabbiani reali. Salvaguardia: gli operatori del Parco intervengono per curare esemplari in difficoltà, come nel caso del pullo salvato da un amo, o di “Francuzzo”, gabbiano mascotte del sito con l’ala spezzata. Mascotte locali: nel 2021-2022, la comunità dell’Ente si è occupata di esemplari noti, come “Peppe” e “Gigetto”. Presenza costante: sono uccelli di grosse dimensioni (apertura alare fino a 140 cm), che nidificano lungo le coste del Parco.  L’Area Marina Protetta (AMP), svolge quindi anche una funzione di osservazione e protezione della fauna ornitica locale.

Scarichi fognari

Ma ecco l’emergenza strutturale da fari puntati. Gravi scarichi fognari e liquami stanno inquinando l’Area Marina Protetta della Gaiola a Napoli, minacciando l’ecosistema marino, inclusi i coralli. Il problema, evidenziato da chiazze marroni, è legato a rotture delle condotte sottomarine e lavori al depuratore di Cuma, con rischi anche per la catena alimentare. L’inquinamento alla Gaiola e situazione attuale: tra marzo e aprile 2026, l’area ha subito gravi sversamenti, trasformando il mare in una fogna a cielo aperto, come denunciato da associazioni ambientaliste (CSI Gaiola Onlus, Connessione Natura ed altre). Cause Principali: gli interventi sul collettore del depuratore di Cuma, avrebbero causato il dirottamento dei liquami nelle condotte sottomarine, una delle quali si è rotta, “scaricando” nelle acque per oltre due settimane. Impatto Ambientale: a rischio il prezioso ecosistema della Zona Speciale di Conservazione Europea, tra la Gaiola e Nisida, con coralli e biodiversità soffocati da rifiuti e inquinanti. Proteste e Rischi: Greenpeace e altre associazioni criticano il raddoppio degli scarichi di piena previsti nella zona, definendolo inaccettabile per un’area protetta. Situazione Infrastrutturale: gli scarichi fognari abusivi o di emergenza sono cronici e segnalati anche da studi dell’ABC (Azienda Bene Comune).

Nonostante i tentativi di risoluzione da parte della stessa, la fragilità del sistema depurativo nella zona occidentale di Napoli rende la situazione estremamente precaria. L’impatto relativo  agli scarichi fognari nell’area denominata ZSC, ha visto negli ultimi anni una  forte mobilitazione ambientalista, contro progetti di raddoppio delle portate, mentre non risulterebbero collegamenti diretti attuali tra questa problematica ambientale e l’evento America‘s Cup 2027 (previsto per il 10 luglio). Riguardo alla cosiddetta Colmata a  Mare, lungo la costa del quartiere Bagnoli, sono in corso lavori frenetici a ciclo continuo, nell’area dell’ex Italsider, per ospitare le basi dei team e il Villaggio della Coppa America. Le operazioni includono la bonifica, la rimozione dei detriti e la creazione di una “terrazza”, nonché basi per i predetti team. La zona, infatti, è interessata da importanti lavori di dragaggio, necessari per approfondire i fondali e rendere l’area operativa per le imbarcazioni in gara.

Qualche anno fa

Polemiche e inquinamento: comitati e associazioni (come la rete “No America ‘s Cup), denunciano un rischio di  “disastro ambientale” e quindi per la salute pubblica, sostenendo  tra l’altro che le bonifiche “siano parziali e le procedure poco trasparenti”.  Insomma, le polemiche restano accese e non si placano gli interrogativi sulla qualità degli interventi in programma. O, meglio, ci si chiede se l’America ‘s Cup sarà effettivamente il punto di partenza per la rigenerazione urbana e lo sviluppo turistico sostenibile, del quartiere Flegreo, e se le soluzioni prospettate saranno o meno all’altezza del futuro, che Bagnoli finalmente merita.  Da tempo, da troppo tempo.

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