A Ercolano prende il via il progetto che forma i custodi del patrimonio culturale

ERCOLANO – I giovani, se coinvolti non come spettatori/fruitori passivi, ma come custodi attivi, creativi, responsabili (art. 9 della Costituzione italiana), del patrimonio culturale e dei suoi scrigni, svolgono un ruolo chiave, cruciale, promuovendo la conoscenza di beni materiali (opere d’arte, monumenti, siti), e immateriali (tradizioni, saperi, folklore), essenziali per mantenere viva la memoria storica e identitaria di un popolo, di una civiltà. Tanto, attraverso linguaggi moderni, creatività digitale e educazione-formazione, perché i protagonisti sviluppino altresì competenze e spirito di iniziativa.

Prende infatti il via in questi giorni e si svolgerà per tutto il mese di marzo,e fino agli inizi di aprile, il ciclo di laboratori partecipativi:“Cosa c’è sopra”. Si tratta di una nuova iniziativa dedicata ad avvicinare la fascia più giovane della cittadinanza alla conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, e rendere disponibili gli strumenti perché i ragazzi diventino futuri protagonisti della salvaguardia e valorizzazione di detto patrimonio, riferito nel caso in parola ad Ercolano.

Il progetto rappresenta la logica prosecuzione del laboratorio “Cosa c’è Sotto”, realizzato da Variabile K lo scorso anno, su incarico dell’Istituto Packard per i Beni Culturali (Fondazione creata nel 1987 e con sede a Los Altos, in California), e in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e l’Istituto Comprensivo Giulio Rodinò. Con il laboratorio “Cosa c’è Sotto”, i ragazzi sono stati accompagnati a seguire il lavoro di archeologi, geologi e professionisti, coinvolti nelle indagini geoarcheologie, diventando poi ambasciatori per raccontare alla comunità quanto stava avvenendo.

Oggi, invece, scopriranno i risultati di queste indagini, che tracciano i confini della città antica sotto quella moderna, e ridisegnano il paesaggio dell’antica Ercolano. Con questo nuovo evento, si aprono le attività di divulgazione al pubblico di questo importante studio, ulteriore tassello del partenariato tra Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute. Ovvero, un ciclo di laboratori per conoscere ciò che è sotto gli occhi di tutti, e il cui percorso prevede attività di sperimentazione e momenti di esperienza diretta sul territorio, con un programma articolato che unisce esplorazione urbana, conoscenza del patrimonio storico-artistico materiale e immateriale, nonché approfondimento scientifico.

Attraverso momenti di confronto sia sul territorio sia negli spazi del Parco Archeologico, di Villa Campolieto e anche del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dell’Osservatorio Vesuviano e del centro storico di Ercolano (dal mercato del Vintage alla Basilica di Pugliano, alle associazioni che si dedicano al culto della Madonna dell’Arco), “Cosa c’è sopra”, intende sviluppare nei partecipanti una maggiore consapevolezza della ricchezza culturale presente nel loro quotidiano, rafforzando il senso di appartenenza al territorio e promuovendo una cultura della tutela e della valorizzazione fondata sulla conoscenza.

È inoltre uno spazio di scambio dove nuovi racconti della storia del territorio possono emergere, grazie al bagaglio personale che ogni giovane ercolanese porta a supporto del ciclo di laboratori. Obiettivo centrale del progetto è creare un dialogo vivo tra la città contemporanea e quella antica, in linea con i principi UNESCO, che promuovono la relazione attiva tra patrimonio archeologico e comunità locale: un progetto inclusivo per le nuove generazioni.

Il gruppo di partecipanti, di età compresa tra gli 8 e i 15 anni, è eterogeneo e rappresenta una pluralità di esperienze e bisogni educativi. Sono stati coinvolti ragazzi che hanno manifestato particolare interesse per l’archeologia e il patrimonio culturale nei precedenti laboratori; appartengono alla comunità di Via Mare, con la quale si intende proseguire un percorso di presenza educativa e culturale; presentano specifiche fragilità, emerse in altri contesti laboratoriali, e che sono stati individuati e seguiti con attenzione dal gruppo di lavoro. Educare al patrimonio per costruire, per fare comunità.

“Cosa c’è sopra” si propone non solo come esperienza di apprendimento, ma come iter di crescita civica e relazionale, capace di rafforzare il legame tra i giovani e il proprio territorio, valorizzando il patrimonio come risorsa culturale condivisa e bene comune da conoscere, proteggere e trasmettere.

 

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