Allerta rapida sismica, un’eccellente ricerca della Federico II
NAPOLI – L’Ateneo Federiciano della città partenopea fa valere ancora una volta le sue eccellenze in materia di ricerca e tecnologia avanzata. I terremoti rappresentano uno dei rischi naturali più complessi e difficili da gestire, in quanto si manifestano senza preavviso e possono, pertanto, causare gravi danni in pochi secondi.
Negli ultimi decenni, l’analisi approfondita in sismologia ha reso possibile lo sviluppo dei sistemi di Earthquake Early Warning (EEW), ovvero meccanismi di allerta rapida che sfruttano una proprietà fondamentale dei terremoti, per cui le vibrazioni telluriche non si propagano istantaneamente. Le prime a essere generate sono le onde P, più veloci ma di piccola ampiezza, seguite dalle quelle S e di superficie, responsabili delle oscillazioni più forti. Rilevando e indagando in tempo reale le prime, un sistema EEW può stimare lo scuotimento atteso e inviare un’allerta con alcuni secondi di anticipo, rispetto all’arrivo delle onde più pericolose.

Un esempio avanzato di questa tecnologia, è descritto nell’articolo scientifico recentemente pubblicato sulla rivista “Natural Hazards and Earth System Sciences”, che illustra il primo sistema di allerta rapida sismica, progettato e reso operativo per una linea ferroviaria ad Alta Velocità in Italia. Anche pochi secondi di preavviso – si evidenzia- possono essere sufficienti, per attivare azioni automatiche di protezione o per aumentare la consapevolezza del rischio, trasformando l’informazione sismica in uno strumento concreto di riduzione del possibile danno. Oggi, sistemi di allerta rapida – viene spiegato – sono operativi in diversi Paesi ad alta pericolosità sismica, come Giappone, Messico, Taiwan, Cina e Stati Uniti, dove vengono utilizzati per la protezione della popolazione, delle infrastrutture critiche e di impianti industriali.
In Europa, l’interesse per l’EEW è in forte crescita, con studi di fattibilità e applicazioni pilota che dimostrano come, anche in contesti sismici complessi, l’allerta rapida possa contribuire in modo significativo alla limitazione del rischio. L’efficacia del sistema in parola, dipende dalla densità delle reti di monitoraggio, dalla velocità di trasmissione dei dati e dalla robustezza degli algoritmi di analisi, ma soprattutto dalla sua integrazione con gli apparati decisionali e operativi degli utenti finali.
In tale contesto, si inserisce il primo sistema di allerta rapida sismica operativo, per una linea ferroviaria ad Alta Velocità in Italia, sviluppato grazie a una collaborazione pluriennale tra RFI – Rete Ferroviaria Italiana, l’Università Federico II e Japan Railways. Il sistema è stato realizzato lungo la linea AV Napoli–Roma, che attraversa un’area tra le più sismicamente attive del Paese. Dopo circa sette anni di progettazione, sviluppo e test, il sistema è entrato in funzione nel luglio 2025, basandosi su una rete dedicata di sensori accelerometrici, installati lungo la linea ferroviaria, in grado di rilevare in tempo reale le prime onde P, generate da un terremoto.

A partire dai primi secondi del segnale, il sistema stima lo scuotimento atteso lungo la linea e identifica il tratto in cui si prevede il superamento di una soglia di accelerazione prestabilita, definendo così il segmento della linea ferroviaria in allerta, che non è solo informativa, ma si traduce automaticamente in azioni operative, come la decelerazione o l’arresto dei treni prima che entrino nel tratto potenzialmente danneggiato.
Il sistema è inoltre in grado di gestire la fine dell’allerta e di fornire dati di scuotimento utili, per individuare rapidamente i segmenti della linea che potrebbero aver subito danni, facilitando le ispezioni e il ripristino del servizio. Le prestazioni sono state valutate attraverso simulazioni numeriche su larga scala e l’uso di dati reali dei terremoti dell’Italia centrale del 2016–2017.
Questo risultato rappresenta un passo importante nel trasferimento della ricerca in Sismologia verso applicazioni operative di grande impatto sociale. Il sistema è progettato per essere esteso ad altre linee ferroviarie e adattato a diversi contesti infrastrutturali, configurandosi come un modello esportabile anche a livello internazionale.







