La storia infinita…
GIUGLIANO IN CAMPANIA – Terra dei Fuochi e di veleni ovunque che, giorno dopo giorno, minacciano drammaticamente habitat naturale, ecoambiente e, soprattutto, la salute comune di chi vi abita: una devastazione, un disastro di proporzioni immani ed effetti più che nocivi, non poche volte addirittura letali. Focus, tanto per stare in argomento, sul territorio tra la provincia di Caserta sud e quella di Napoli nord. Anche alcune mattine fa, presto, lo scenario di forte preoccupazione si è purtroppo ripetuto.

Aumentano anche se di poco le meteo-temperature, cambiano le condizioni per “approfittare della…giornata buona” e riprendono così i roghi tossici, specie tra Giugliano, Qualiano e Villa Literno. Soprattutto quelli più vasti e densi, che si elevano dai campi/baraccopoli rom. L’ultimo, in ordine soltanto cronologico, dall’area nomadi di via Carrafiello. È da qui che si è alzata in pochi minuti un’enorme nube nerastra, derivante evidentemente dall’incendio di rifiuti speciali, plastica soprattutto, pneumatici, carcasse e scocche di veicoli rubati e quant’altro di pericoloso, accumulati nei pressi del campo rom, da mesi sotto i fari.
L’aria è diventata subito irrespirabile nei paraggi, anche se quella terribile e maleodorante sensazione viene percepita pure da chi risiede a chilometri di distanza dall’incendio. La convinzione è che l’ennesima inquietante stagione dei roghi tossici, sia già prossima o manchi poco. “… Era stato deciso lo sgombero, è stato fatto? E’ ora di risposte serie e concrete, rispondenti ad un’emergenza divenuta nel tempo strutturale. Se al tavolo si decide una cosa, che venga attuata. Siamo stufi di essere presi per i fondelli”, afferma Umberto Mercurio, attivista-ambientalista e presidente dell’associazione Licola Mare Pulito.

«L’inquinamento ambientale provoca notevoli danni alla salute. Come se non bastasse, si registrano gravi ritardi per far fronte al fenomeno del bradisismo, con significativi disagi ai cittadini, per cui sarebbe indispensabile una forte ed incisiva mobilitazione di sindacati, partiti, associazioni, cittadini di tutto il comprensorio flegreo-giuglianese. Tornando alla “Terra dei fuochi”, il meritorio lavoro che sta svolgendo il Generale Giuseppe Vadalà, Commissario per le bonifiche nei 90 comuni di Napoli e Caserta, richiede il supporto di Regione, Città Metropolitana e Comuni, per recuperare i ritardi decennali ed ottenere risultati concreti. Bonificare le discariche ed i siti inquinanti non basta se, nel contempo, non si controllano gli scarichi abusivi, se non si realizza una sorveglianza del territorio, perseguendo anche penalmente coloro che inquinano, attraverso l’applicazione della legge n. 68/2014, che ha introdotto il motto: Chi inquina paga», dichiara Ciro Di Francia, presidente dell’OTAS (Osservatorio per la Tutela dell’Ambiente e della Salute).
La Terra dei Fuochi, agli inizi del 2026, vive intanto una fase di transizione tra il perdurare dell’inquinamento storico e saltuarie operazioni di bonifica. Circa 90 Comuni tra Napoli e Caserta restano monitorati, con 1.900.000 persone coinvolte e 33.000 tonnellate di rifiuti ancora in superficie, nonostante la rimozione di 1.700 tonnellate tra il 2025 e questi primi due mesi del 2026. Insomma è ancora “mappa del disonore”, questa della velenosa storia nella Campania Infelix (come in altre regioni d’Italia!), che ha portato alla condanna della Corte europea per “inazione” contro le ecomafie e criminose illegalità.







