Maria presenza nella vita del Figlio, fino ai piedi della Croce e oltre
Madonna dell’Arco, 10 febbraio – Quest’anno, in vista dell’imminente inizio della Quaresima, la comunità dei Domenicani di Madonna dell’Arco ha scelto di invitare alla meditazione sul messaggio di una figura che è stata sempre presente durante la Passione, ma ha sopportato in dignitoso silenzio il dolore per farsi esempio di fede: Maria. La prospettiva preziosa della madre di Gesù ha connotato la coppia di appuntamenti che hanno avuto luogo il 10 febbraio nel Plesso del Pellegrino, presso il Santuario Madonna Dell’Arco di Sant’Anastasia: l’inaugurazione della Mostra “Stabat Mater” e la presentazione del volume illustrato di Giuseppe M. Damigella “Il Mistero di Maria nell’Arte”.

La Mostra, collocata nella “Sala delle esposizioni” presso il Laboratorio Culturale Campania Bellezza del Creato, prevede l’esposizione di manufatti lignei datati al XVIII e XIX secolo, provenienti dal patrimonio storico-artistico del Santuario. Accanto a questi, opere della collettiva d’arte dedicata alla Croce, “Collocazione Provvisoria”, e curata da Giuseppe Ottaiano per Terre di Campania APS, insieme a una selezione di riproduzioni di opere celebri e musealizzate a cura di Giacomo Ambrosino di Artrove ETS.

L’incontro si è aperto nella Sala Conferenze con la presentazione di “Il Mistero di Maria nell’Arte”, un saggio frutto di riflessioni, che si prefigge di trasmettere ai lettori, maturate dall’autore nella sua lunga esperienza monastica e accademica, attraverso un viaggio tra le interpretazioni che gli artisti hanno dato della Vergine nella storia, scelte in maniera “cardiaca”, sfruttando tutta la potenza espressiva dell’immagine.
Maddalena Venuso, giornalista, ha introdotto e moderato gli interventi degli ospiti e ha esordito rivelando la chiave di lettura di ogni riflessione: “Lei è La Donna, che si affida a Dio senza dubitare e senza avere paura.”
Padre Giampaolo Pagano, Priore del Santuario, ha espresso i ringraziamenti iniziali a Giuseppe Damigella, a Terre di Campania e tutte le persone coinvolte. Ha concluso descrivendo Maria come colei che scalda cuore e sostiene quando la nostra fede vacilla. Gli spazi adibiti in questa sede vogliono, in base alla sua visione nel progettare la mostra, essere un laboratorio di sinergia tra cultura e fede in cui poter unire forze, idee e prospettive.

Il primo intervento è stato di Padre Sergio Catalano, Priore provinciale della Provincia San Tommaso D’Aquino in Italia, già lettore e ammiratore di Damigella, che ha dapprima introdotto l’antologia editoriale dell’autore; ha in seguito parlato del ruolo storico del Rosario come mezzo di diffusione della teologia ai fedeli e del contributo dell’Ordine domenicano a ufficializzarlo come preghiera alla Madonna.
Ha seguito Don Lino D’Onofrio, parroco di S. Maria delle Grazie in Marigliano, con una personalissima selezione e interpretazione di opere tratte dal volume, tra cui il trittico di acquerelli del maestro, che ha ritenuto le più significative nell’esprimere ciascuno dei volti e delle esperienze di vita della Vergine Maria. Nel discuterne, ha evidenziato la varietà di livelli di lettura del libro, che oltre a semplice mariologia è evidente esternazione di una lunga maturazione interiore. Ciò gli permette di parlare a tutti, anche ai non credenti, e a più riprese, come i grani di un rosario.
Ultimo intervento è dello stesso Giuseppe Damigella, che ha preferito che fosse l’arte a parlare, proprio come Maria, che agisce mediando tra ogni fedele e il divino. La figura, a tal proposito, è estremamente democratica nel manifestare a tutti le riflessioni teologiche: il verbo che si fa carne. In fondo, per quanti trattati si siano scritti sul Vangelo, questo non è un libro di teologia, è un’opera dal semplice che parla a tutti anzichè ad una ristretta élite sacerdotale.

A chiusura degli interventi la moderatrice ha invitato i presenti all’osservazione e interpretazione personale delle opere in mostra e alla meditazione, durante la Quaresima, degli eventi della Passione che più ci hanno ispirato. La mostra resterà visitabile sabato e domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 19:00 fino alla Settimana Santa.







