Un Viaggio on i Libri che apre mente e cuore

Ultimamente, nelle nostre vite, la lettura è sempre più frammentaria e superficiale; distratti e assorbiti dai diecimila impegni della nostra quotidianità frenetica, c’è sempre una priorità rispetto alla lettura. E quando non c’è, c’è l’intrattenimento digitale, più immediato, attraente, che ci richiede impegno minore, a catturare le ultime briciole della nostra attenzione. Ogni tanto basterebbe solo un pretesto per riscoprire il piacere di leggere e riflettere insieme.

È proprio questo l’ideale che ha ispirato il duetto di incontri che ha aperto il mese di novembre, “Un Viaggio con i Libri” e “La Speranza tra le Pagine”, eventi d’Anteprima del Premio Terre di Campania che hanno avuto luogo tra il 6 e il 7 novembre 2025 nella Chiesa dell’Annunziata adiacente alla Collegiata Santa Maria delle Grazie di Marigliano.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Terre di Campania col patrocinio dell’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco Gaetano Bocchino, dell’Istituto Manlio Rossi Doria, del Lions Club Marigliano e del Rotary Club Marigliano “Adrianea”, e ha visto la partecipazione da protagonista del maestro Antonio La Cava, mente e cuore dietro il Bibliomotocarro, nonché vincitore selezionato di quest’anno per il Premio Terre di Campania “Il Sud che Vince”.

In entrambi i giorni, la mattina è stata dedicata agli incontri “Un Viaggio con i Libri” con gli alunni delle scuole elementari e medie, in linea con la tradizione degli anni precedenti di condivisione dell’esperienza dei premiati con gli studenti. La sera, invece, a partire dalle 19:30, ha preso vita il Caffè Letterario “La Speranza tra le Pagine”, aperto al pubblico.

Ha moderato la serata il parroco Don Lino D’Onofrio, a cui si deve l’idea di coinvolgere il maestro per un caffè letterario, presso cui riunirsi sul far della sera e concedere del tempo ai pensieri senza scopi ulteriori. Citando le sue parole: “Non ha nessuno scopo, perché talvolta le cose inutili sono le più significative”.

In entrambe le occasioni il maestro La Cava si è presentato parlando di sé e del Bibliomotocarro, sua dolce metà. La storia, lunga ormai 26 anni, iniziò quando l’anziano maestro delle elementari cominciò a notare l’allontanamento della gioventù degli anni ’90 dai libri, una preoccupazione divenuta angoscia di invecchiare in un paese di non lettori. Quando fece presenti queste sue apprensioni agli alunni, la risposta che gli diedero fu candida, ma potente: “mettere le ruote ai libri, così da far avvicinare loro”. Sembrava solo una fantasia, ma giunta la pensione, il maestro sentì la chiamata: smise di segnalare il problema e si diede da fare con le sue mani. Da allora non ha mai smesso di percorrere infaticabilmente i paesini della Lucania, portando cultura e stupore ai ragazzi.

La sua, ha spiegato, è un’opera di democratizzazione dei libri, che ora, a costo di sentirsi a disagio, vengono scomodati dalla loro posizione fissa, austera ed elitaria e portati a incontrare alla pari i lettori, tramite un’apecar, che è il mezzo più umile di tutti.

Nel corso del tempo, varie testate giornalistiche internazionali si sono interessate all’operato del maestro, tra le quali la BBC, di cui è stato proiettato un breve documentario.

Ciascuno dei presenti ha avuto dunque a disposizione 45 minuti per leggere in assorto silenzio un racconto breve a scelta tra i due proposti e stampati in opuscoli:

  • Oscar e la dama in rosa, di Éric-Emmanuel Schmitt: un racconto epistolare agrodolce e grottescamente spiritoso sulla lenta, graduale e logorante accettazione della perdita e della morte, ambientato tra le corsie di un reparto di pediatria
  • L’uomo che piantava gli alberi, di Jean Giono: la cronaca della strenua perseveranza di un pastore solitario votato a una causa senza interesse alcuno, e del miracolo che mai gli sarà riconosciuto

Al termine, Maddalena Venuso, presidente di Terre di Campania, e Don Lino hanno rotto il silenzio, introducendo una parentesi di dialogo in cui, a piacere, ciascuno dei presenti ha potuto fare riflessioni a voce alta su quanto aveva letto. Ne è nata una vivace discussione che si è protratta per entrambe le serate: le storie, diverse per tono, ambientazione e anche per i temi, sono accomunate dal tema della speranza, interpretata in entrambi i casi come la forza di reagire ai cambiamenti accettando il proprio destino e imparando a conviverci pur se è disperato, senza prospettive e, in ultimo, futile. Un messaggio che abbiamo molto a cuore di trasmettere in un’epoca moderna che appare sempre più angosciante e priva di futuro.

In coda all’ultimo incontro, venerdì 7 novembre, è stato consegnato al maestro Antonio La Cava il Premio “Il Sud che Vince”, per aver valorizzato il Meridione usando la lettura come strumento di cultura e di pace. Sull’opera il peperoncino del logo di Terre di Campania è stato rappresentato come una barca (il viaggio della lettura), con una vela bianca (la pace), il Sole (la luce, la chiarezza e la speranza), su uno sfondo rosso (la passione che distingue il maestro).

Giuseppe Ottaiano, fondatore di Terre di Campania e Direttore Artistico del Premio, ha terminato con un intervento personale: una riflessione sul voler accogliere l’incipiente vecchiaia con una rinnovata speranza, anche per le imprese dall’esito più ignoto, poiché dalla morte è meglio farsi trovare vivi.

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