Montefusco
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- Lunedì, 16 Gennaio 2012 18:44
Montefusco sorge lungo la displuviale fra le valli dei fiumi Sabato e Calore, nella regione collinare che divide la conca avellinese da quella beneventana. Il nome del paese
deriva dal latino Mons Fuscus (letteralmente monte oscuro, ossia nascosto nella nebbia o nelle nuvole), con chiaro riferimento alla posizione dell'abitato, sviluppatosi a quota 700 m.
Storia
Il rinvenimento di reperti archeologici e di iscrizioni funerarie testimonia che la zona fu abitata sin dall'epoca romana, quando rientrava nel territorio dell'odierna città di Aeclanum (l'odierna località Passo di Mirabella). Contea normanna, divenne in seguito feudo dei Gesualdo, dei Della Leonessa e del Principe di Piombino. Montefusco fu sempre cara agli Angioini e poi agli Aragonesi per le prove di grande fedeltà date ai sovrani nelle traversie politiche del regno. Dal 1581 al 1806 Montefusco è stato capoluogo del Principato Ultra ed anche per questo motivo il centro storico è caratterizzato dalla presenza di palazzi nobiliari e chiese.
Cosa vedere
La storia di Montefusco è soprattutto la storia del suo castello di origine medievale costruito in epoca Normanna, trasformato durante la dominazione aragonese prima in palazzo del tribunale e poi in penitenziario. Dal 1928 il castello di Montefusco e' stato dichiarato monumento nazionale e in parte trasformato in casa Comunale. Nel periodo rinascimentale, per volontà degli aragonesi, il castello assunse funzioni di palazzo del tribunale con annesse galere e fu infine trasformato da Ferdinando II di Borbone in carcere politico. Delle ben venti chiese e cinque conventi che la Montefusco del Seicento vantava, restano ancora sette chiese e due conventi, tappe sufficienti a ricostruire un viaggio emozionante attraverso il tempo e la devozione del luogo. Merita sicuramente una visita la Chiesa Palatina di S. Giovanni del Vaglio che, dopo le ultime trasformazioni del 1700, si presenta come un armonioso edificio di culto a tre navate divise da una doppia fila di colonne di travertino. Interessante è anche la Chiesa di S. Francesco, con i resti dell'attiguo convento, che si narra sia stata fondata dal Santo stesso nel XIII secolo durante il pellegrinaggio ai santuari pugliesi di S. Nicola di Bari e S. Michele del Gargano. Degna di citazione è la Chiesa di S. Caterina, edificata nel 1714 per volontà del Cardinale di Benevento, al cui interno è conservato un dipinto della Madonna Incoronata, nonché una tela su cui è rappresentato il Sacro Cuore. Montefusco è un "belvedere" naturale da cui è possibile godere di ampie vedute sulla vallata, ricca di aree coltivate ad uliveti e vigneti che caratterizzano i luoghi e definiscono armoniche valenze espressive dal punto di vista paesaggistico. Il bosco di Montefusco, con una superficie di oltre 700 ha, è un sito di interesse comunitario. All'interno del bosco, in cui esistono numerosi sentieri che favoriscono splendide escursioni a contatto con la natura, la flora si caratterizza per la presenza di lecci, faggi, farnie e castagni.
Cosa gustare
Montefusco è conosciuta per la produzione artigianale dei caratteristici fusilli irpini e per la raccolta e lavorazione di funghi porcini, di cui durante l'autunno sono ricche le sue selve. Un altro importantissimo prodotto tipico della zona è il caciocavallo Silano D.O.P., un formaggio semiduro, a pasta filata, prodotto con latte di vacca di diverse razze, tra cui la podolica, una tipica razza autoctona delle aree interne della Campania. La forma, sferica, ovale o troncoconica, varia secondo le diverse aree geografiche di produzione. Il peso è compreso fra 1 e 2.5 kg. La crosta, sottile, liscia, di marcato colore paglierino in superficie, può manifestare la presenza di leggere insenature dovute ai legacci. La pasta si presenta omogenea o con lievissima occhiatura, di colore bianco o giallo paglierino. Il sapore è inizialmente dolce fino a divenire piccante a stagionatura avanzata.
Come arrivare
IN AUTO
Per raggiungere Montefusco è necessario percorrere l'A16 Napoli-Bari, uscire al casello di Avellino Est e proseguire per la SS7. La distanza da Napoli è di 66 km.









